Esperienze africane. Omaggio a LAURENT CHEVALLIER
Quando lavori in video puoi girare quanto vuoi mentre quando fai un film per il cinema sai di avere la pellicola contata. Devi quindi raccontare [...] senza sapere ogni giorno cosa succederà l'indomani. Non ho l'impressione di fare della messa in scena ma piuttosto della messa in situazione: sistemare dei paletti, dei marcatori, sapere a grandi linee dove sta andando la storia, sapere dove si fermerà, immaginare durante il viaggio in quale punto potrebbe accadere qualcosa.
Laurent Chevallier
Laurent Chevallier
Momo le doyen ricorda il grande vecchio del jazz africano Momo Wandel Soumah, scomparso nel 2003, con sequenze d’archivio scelte personalmente da Chevallier tra oltre quaranta ore di registrazioni effettuate nel corso di un’amicizia durata dieci anni e che ha portato “Momo il decano” a firmare la colonna sonora di Circus Baobab, dedicato al primo circo acrobatico esibitosi in Guinea. Expérience africaine è invece la cronaca di un progetto educativo che ha permesso a un gruppo di adolescenti francesi di entrare in contatto con il gruppo jazz Folifö in una sorta di cammino a ritroso alle radici del ritmo e di scoperta di un diverso modo di vivere e intendere la musica, grazie a un soggiorno in Africa.
Completa l’omaggio il “romanzo di formazione” L’Enfant noir, tratto dall’omonima autobiografia di Laye Camara insignita del premio Charles Veillon: tradotta in oltre trenta lingue, è considerata uno dei simboli della letteratura “nera” e viene utilizzata come libro di testo nelle scuole francesi. Laurent Chevallier dialogherà con il pubblico del Festival in un incontro condotto dal giornalista e critico musicale Paolo Ferrari.
Biofilmografia
Laurent Chevallier (Grenoble, Francia, 1955) studia all'École Louis Lumière e a partire dal 1977 lavora come operatore e direttore della fotografia per numerosi registi, tra cui Gérard Oury, Patrice Leconte, Nicolas Philibert e Joris Ivens. Amante dei viaggi e della montagna, dopo alcuni corti nel 1991 firma i documentari A sud del sud (Au sud du sud), sull'esploratore Jean-Louis Etienne, e Djembefola (id.), sul musicista Mamady Keïta, premiato nei Festival di Amiens, Amsterdam, Marsiglia, Namur e San Francisco. Seguono L'enfant noir, Circus Baobab, Voyage au pays des peaux blanches (Viaggio nel Paese dei visi pallidi, 2003), Momo le doyen, Expérience africaine. Per la tv realizza inoltre La vie sans Brahim (La vita senza Brahim, 2004) e La pépinière du désert (Il giardino del deserto, 2008).






