MOMO LE DOYEN (Momo il decano)
Regia, soggetto, sceneggiatura, fotografia: Laurent Chevallier. Suono: Stéphane Larrat, Eric Menard, Olivier Schwob. Montaggio: Matthieu Augustin, Clara Bouffartigue. Musica, con: Momo Wandel Soumah, Mongo Santa Maria. Produzione: Sombrero & Company/Voyage/Centre National de la Cinématographie (CNC). Vendita all’estero: Les Films du Paradoxe.
Tributo al re africano dello swing e dell’improvvisazione, il cantante e strumentista originario della Guinea Momo Wandel Soumah (1926-2003), che Laurent Chevallier ha conosciuto nel 1992, mentre preparava L’enfant noir, e di cui è stato amico fraterno per dieci anni. Personaggio leggendario e amatissimo, creava la musica senza scriverla, ispirandosi alle canzoni popolari, e riuniva intorno alla sua voce «da Louis Armstrong uscito dalla savana» e al suo sassofono i grandi maestri degli strumenti tradizionali africani: kora, balafono, flauto pastorale, djembé. Era solito dire: «Il jazz è nato a casa vostra [negli Stati Uniti], ma io l’ho ricondotto a casa mia, in Africa, perché è da lì che ne è sgorgata la fonte».




